GLIFOSATO: COS’È, A COSA SERVE E PERCHÉ SE NE PARLA COSÌ TANTO
Negli ultimi anni il glifosato è diventato uno degli argomenti più discussi quando si parla di agricoltura, ambiente e salute. Alcuni lo considerano uno strumento indispensabile per la produzione agricola moderna; altri lo vedono come una sostanza potenzialmente pericolosa per l’uomo e per l’ecosistema. In mezzo a queste posizioni opposte, è utile fare chiarezza: capire cos’è il glifosato, perché viene utilizzato e quali sono le preoccupazioni legate alla sua presenza nell’ambiente e negli alimenti.
Cos’è il glifosato
Il glifosato è un erbicida ad ampio spettro, cioè una sostanza chimica utilizzata per eliminare le piante infestanti. È stato sviluppato negli anni ’70 ed è diventato nel tempo uno degli erbicidi più utilizzati al mondo.
La sua funzione principale è molto semplice: blocca un enzima fondamentale per la crescita delle piante. Quando questo enzima viene inibito, la pianta non riesce più a produrre alcune molecole essenziali e finisce per morire. Questo meccanismo lo rende efficace contro molte specie vegetali diverse.
Perché viene usato così tanto
Il glifosato si è diffuso rapidamente per diversi motivi pratici:
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è relativamente economico
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è molto efficace contro numerose infestanti
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permette di ridurre le lavorazioni meccaniche del terreno
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facilita la gestione di grandi superfici agricole
In agricoltura viene utilizzato soprattutto in tre momenti:
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Prima della semina per “pulire” il terreno dalle erbe infestanti.
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Durante la coltivazione, in alcune colture resistenti all’erbicida.
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Prima del raccolto (in alcuni paesi) per uniformare l’essiccazione delle piante.
Oltre all’agricoltura, può essere impiegato anche per controllare la vegetazione lungo strade, ferrovie, argini e aree industriali.
Perché è diventato controverso
Il dibattito sul glifosato riguarda soprattutto due aspetti: l’impatto ambientale e i possibili effetti sulla salute umana.
Alcuni studi scientifici hanno evidenziato che l’esposizione a quantità elevate di glifosato o di formulazioni che lo contengono può provocare effetti biologici come stress ossidativo o alterazioni cellulari.
Le autorità sanitarie internazionali non sono completamente concordi tra loro: alcune classificazioni hanno indicato un possibile rischio cancerogeno, mentre altre agenzie regolatorie ritengono che l’uso controllato della sostanza sia sicuro entro i limiti stabiliti.
Proprio questa divergenza di valutazioni ha alimentato il dibattito pubblico.
Come agisce il glifosato nell’organismo
Diversi studi indicano che l’esposizione al glifosato può essere associata a:
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stress ossidativo
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infiammazione
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alterazioni del microbiota intestinale
In persone esposte professionalmente sono stati osservati:
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aumento dei marker di perossidazione lipidica
- diminuzione di glutatione (GSH) e altre difese antiossidanti.
(Sidthilaw S, Sapbamrer R, Pothirat C, Wunnapuk K, Khacha-Ananda S. Effects of exposure to glyphosate on oxidative stress, inflammation, and lung function in maize farmers, Northern Thailand. BMC Public Health. 2022 Jul 14;22(1):1343. doi: 10.1186/s12889-022-13696-7. PMID: 35836163; PMCID: PMC9281059. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35836163/ https://doi.org/10.1186/s12889-022-13696-7).
Alcuni studi sperimentali suggeriscono che molecole antiossidanti possano ridurre il danno ossidativo causato dal glifosato.
Residui negli alimenti
Uno dei temi più discussi riguarda la presenza di tracce di glifosato negli alimenti. Quando viene utilizzato nei campi, piccole quantità possono rimanere su cereali, legumi o altri prodotti agricoli.
Per questo motivo esistono limiti massimi di residui stabiliti dalle autorità sanitarie. I controlli effettuati negli alimenti servono proprio a verificare che questi livelli non vengano superati.
Tuttavia, la crescente attenzione dei consumatori verso la qualità del cibo ha portato molte persone a preferire prodotti biologici o coltivati con metodi che riducono l’uso di erbicidi chimici.
Ambiente e biodiversità
Un altro punto di discussione riguarda l’impatto ambientale. L’uso intensivo di erbicidi può influenzare la biodiversità dei terreni agricoli, riducendo la varietà delle piante spontanee che costituiscono l’habitat di molti insetti e piccoli animali.
Negli ultimi anni, alcuni agricoltori stanno sperimentando strategie alternative o integrate, come:
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rotazione delle colture
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lavorazioni meccaniche mirate
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coperture vegetali
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agricoltura rigenerativa
Queste pratiche cercano di ridurre la dipendenza dagli erbicidi mantenendo comunque una produzione agricola efficiente.
La sentenza argentina sul “danno genetico”
Nel 2025, la sentenza n.° 8, del 11 febbraio 2025 della Corte Suprema de la Provincia di Santa Fe (Argentina) ha confermato una decisione giudiziaria relativa all’esposizione ai pesticidi, tra cui il glifosato. Nel caso esaminato, test genetici effettuati su una bambina che viveva vicino a campi agricoli hanno evidenziato aberrazioni cromosomiche e danni al DNA, interpretati dai periti come effetti compatibili con l’esposizione ai pesticidi.
Sulla base di queste evidenze, il tribunale ha stabilito misure restrittive molto severe:
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divieto di irrorazione di pesticidi entro 1000 metri dalle abitazioni
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3000 metri di distanza per i trattamenti aerei
La sentenza è considerata significativa perché riconosce, almeno in quel caso specifico, un possibile danno genetico legato all’esposizione ambientale ai pesticidi.
Cosa significa “danno genetico”: non sempre ereditarietà o malattia genetica
Il termine “danno genetico” usato nella sentenza indica alterazioni del DNA o dei cromosomi: rotture, aberrazioni, micronuclei. Questo può aumentare il rischio di problemi come cancro, aborti, malformazioni congenite.
Tuttavia, non significa automaticamente che quei danni vengano trasmessi alle generazioni future. Le “malattie genetiche” ereditarie derivano da mutazioni germinali trasmesse ai figli: qui si parla soprattutto di danno somatico, cioè nella persona esposta.
In Argentina infatti vi sono stati moltissimi casi di malformazioni genetiche e morti per forme tumorali particolarmente aggressive
L’inchiesta de Le Iene
Il programma televisivo Le Iene ha dedicato più servizi al tema del glifosato negli ultimi anni. Le inchieste hanno mostrato:
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casi di lavoratori agricoli esposti per anni ai pesticidi
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cause legali contro aziende produttrici di erbicidi
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risarcimenti milionari negli Stati Uniti per persone che sostengono di essersi ammalate dopo l’esposizione al diserbante Roundup contenente glifosato.
I servizi hanno anche riportato testimonianze di persone che lavoravano nei campi e che hanno denunciato gravi problemi di salute dopo anni di contatto con questi prodotti chimici.